Da Pila per il Rifugio Arbolle passando per il lago di Chamolè

DIFFICOLTA’  zampina zampina

Raggiunta Aosta, si può arrivare a Pila sia in corriera, sia in automobile proseguendo per Gressan, dove inizia la strada che porta proprio a Pila. Si sale senza possibilità di errore fino al piazzale antistante la partenza della seggiovia “Chamolè”.

In alternativa si può prendere la pratica ovovia che collega Aosta direttamente a Pila. I cani non pagano. Informarsi bene degli orari di chiusura perché variano a seconda della stagione.

Dal piazzale di Pila si può raggiungere il lago di Chamolè, prima tappa del tour, scegliendo tre opzioni.

La prima, la più pratica è servirsi della seggiovia Chamolé, che porta a quota 2309 poco sotto il lago. Neanche qui i cani pagano il biglietto; vengono trasportati dentro un kennel col padrone a fianco. Io e la Uffa consultandoci abbiamo scartato questa possibilità, ma solamente perché non è mai stata in una gabbia e trovarci sospesi non ci è sembrata un’idea brillante.

La seconda scelta prevede di raggiungere il lago seguendo la pista da sci, che d’estate diventa una pista di downhill, che passa proprio sotto la seggiovia. È il percorso più diretto, ma il più ripido.

La terza scelta è seguire le indicazioni per il sentiero 19c, molto più lungo, ma meno ripido, che in circa un’oretta abbondante di buon passo raggiunge la fine della seggiovia. In questo caso prestare molta attenzione alle malghe in cui sono presenti i cani dei pastori, poco inclini ad accogliere altri cani di passaggio.

Io e Uffa scegliamo di salire in linea retta sotto la seggiovia deviando a destra non appena si apre un piccolo boschetto per approfittare dell’ombra per raggiungere in circa quarantacinque minuti la fine della seggiovia dove si trova l’ultimo bar rifugio prima della meta finale. Qui è necessario far riposare il cane e fare il pieno d’acqua perché si tratta dell’ultima fonte disponibile (se si esclude il lago di Chamolè stesso). Da qui in avanti non ci sarà più ombra disponibile.

Ripartendo dal bar rifugio si piega leggermente a sinistra per prendere il dolce pendio che porta in pochi minuti al lago a quota 2325 metri, dove si può scorgere un grande panorama che abbraccia il monte bianco, il Gran Combin, la Becca di Nona e il monte Emilius, tappa obbligata per le foto di rito, ma soprattutto per il solito sguazzo forsennato di Uffa che adora l’acqua.

Contornando il lago tenendosi sulla sinistra si giunge ad un bivio, Si continua a destra per il Col de Chamolè, il cui sentiero inizia a salire ripidamente con uno strappo non indifferente. Uffa e il suo 4×4 non sembrano accusare tutto ciò. raggiunto il col de Chamolè 2641 metri si apre la splendida visuale sulla conca di Arbolle e su tutta la cinta alpina valdostana fino al Cervino.

Breve pausa per noi e si scende per un ripido sentiero un po’ scoperto, ma ben tracciato. Fatti i circa 150 metri di dislivello si giunge ad un caratteristico ponte in legno che oltrepassa l’estuario del lago di Arbolle, dove ovviamente si ripete la scena acquatica della mia amica. Siamo praticamente arrivati al rifugio che si staglia a sinistra rispetto al lago. Finalmente ci si può riposare.

Il rifugio è assolutamente dog friendly, in caso di pernottamento i cani potranno essere ospitati nelle camere quadruple ad uso esclusivo (sarà necessario corrispondere un sovrapprezzo pari al 50% dei posti eventualmente rimasti liberi). È bene verificare sempre con il gestore la disponibilità. Il rifugio rende disponibile il servizio di dog-sitting nell’eventualità che si voglia fare una delle innumerevoli escursioni alpinistiche che da qui partono e che non sono accessibile ai cani.

Tirando le somme si tratta di un’escursione che offre dei panorami vari e mozzafiato adatta a tutti i cani a patto che siano ben allenati ed abituati a camminare in montagna su di un fondo a volte sdrucciolevole. I tratti ripidi mettono maggiormente in difficoltà noi umani. Io e Uffa abbiamo impiegato circa tre ore per raggiungere la meta ed altrettante per ritornare. I vari punti in cui far rifornimento di acqua permettono di viaggiare sostanzialmente leggeri, la mancanza di ombra è compensata dalla presenza dei due laghi in cui i cani si possono bagnare e rinfrescarsi.