Il Vallone degli Invincibili

DIFFICOLTA’  zampina

Il vallone degli invincibili prende il nome dagli eventi che accaddero nel 1686 quando il duca Vittorio Amedeo II di Savoia diede avvio a una campagna di sterminio contro i valdesi nella Val Pellice.Un piccolo gruppo di coraggiosi cominciò una resistenza per continuare a esistere rifugiandosi proprio tra queste montagne.

Arriviamo in Val Pellice passando per Pinerolo (TO) prendendo la strada provinciale 161. Superata Villar si proseguiamo per Bobbio Pellice. Poco prima del ponte sul torrente Subiasco si svolta a destra seguendo le indicazioni proprio per il Vallone degli Invincibili. Si sale per i consueti tornati lasciando poi l’autovettura nei pressi di due piazzole in località Bessè.

Io e la Uffa ci sgranchiamo le gambe dopo il breve viaggio e ci apprestiamo ad intraprendere la passeggiata. Dalle piazzole prendiamo subito il sentiero a sinistra che risulta ben evidenziato da una freccia bianca. Immediatamente Uffa si lancia al galoppo verso una piccola e graziosa casetta inoltrandosi già verso il Vallone.

vallone uffa

Il sentiero comincia a salire lievemente e subito si stagliano sopra di noi delle magnifiche guglieproprio sotto una bellissima cascata che poi diventa un torrente da oltrepassare per poi inerpicarsi sulla sponda opposta. Come al solito è occasione per Uffa di tuffarsi nel torrente che risulta di poca portata, ma è sempre bene fare attenzione alla corrente che per un piccolo cane potrebbe creare problemi.

Di qui il sentiero si fa subito ripido e ricco di tornanti, si passa attraverso due grandi rocce su cui è segnata l’altitudine (1440m) e dalla cui sommità si comincia a vedere un panorama niente male. Qui è bene fare attenzione che il cane sia pratico di sentieri montani poiché il cammino seppur largo e comodo comincia a strapiombare ripidamente.

Dopo circa dieci minuti si incontra una zona franata che e io Uffa abbiamo trovata coperta da un nevaio. Questo è l’unico tratto in cui bisogna far estrema attenzione poiché il cane potrebbe facilmente scivolare a valle. Decido quindi di assicurarla con guinzaglio e pettorina. Oltrepassiamo senza nessun problema tecnico il nevaio preoccupandomi che  Uffa amando la neve non perda la testa e ci si metta a giocare. Per fortuna rimane all’ordine e il gioco è fatto.WP_20160424_11_17_24_Pro

Da questo passaggio in circa dieci minuti si arriva a quota 1508 dove si trova un alpeggio che troviamo deserto e seguendo le indicazioni si prosegue verso il successivo alpeggio di Subiasco dove decidiamo di fermarci per il pranzo. Da questo punto si gode una vista mozzafiato sul Monviso che sembra essere ancora più grande ed imponente. Fino a questo punto non abbiamo incontrato punti d’acqua (eccezion fatta per il torrente) per cui è bene portare un’adeguata scorta anche per il cane.

Dopo esserci rifocillati decidiamo di rilassarci un’oretta per poi tornare al parcheggio tornado sui nostri passi. Chi volesse proseguire l’itinerario può seguire le indicazioni per il rifugio “Invincibili” nei cui pressi si trova una parete per l’arrampicata.monviso

Tirando le somme è una passeggiata molto semplice adatta a qualsiasi cane abituato a camminare. Si parte da circa 1000metri per arrivare in vetta a circa 1800metri (noi ci siamo fermati a quota 1500 all’alpeggio) senza eccessivi tratti ripidi.. I sentieri sono ben tracciati, ombra a sufficienza, ma inesistenti punti d’acqua se si esclude il torrente. Prestare estrema attenzione come precedentemente detto nell’eventualità che si incontrasse il nevaio poiché è molto ripido e scivoloso.