Fort de Pattacreuse, Col du Mont Cenis (FR)

DIFFICOLTA’ zampina zampina

Salendo da Susa (TO) arrivati al lago del Moncenisio consiglio di scendere con l’autovettura direttamente verso la diga e transitare sul terrapieno risalendo sul lato opposto e qui parcheggiare.
Da qui si prende il sentiero sterrato che piega a sinistra passando proprio sotto le mura del forte di Varisella, al primo bivio a circa 2030 metri di altezza si seguono le indicazioni sulle paline gialle ben segnalate per il Fort de Pattacreuse, un piccolo fortino costruito nel 1889 dal Regio Esercito Italiano come presidio di artiglieria.

Da questo punto in poi il percorso sarà sempre ben indicato, in lieve pendenza su prati di un verde acceso ricoperti spesso di rododendri e genziane blu elettriche.  Il panorama si apre sul blu del lago del Moncenisio, sul Rocciamelone e sulla punta Lamet.20170528_122102
Essendo a fine maggio abbiamo incontrato numerosi nevai, ma che non creano nessuno problema  a noi e ai cani non essendo mai in pendenza, fatta eccezione per l’ultimo tratto, ma che descriverò poco più avanti.

Salendo di quota la pendenza aumenta leggermente, cominciano i tornanti e la neve che si scioglie crea dei piccoli ruscelli e laghetti perfetti per rinfrescare Uffa non essendo mai presente ombra fino all’arrivo al forte.  Segnalo inoltre che questi corsi d’acqua sono le uniche fonti possibili per cui consiglio vivamente di portarsi come di consueto acqua a sufficienza anche per i cani. 20170528_130144.jpg

Il percorso fin qui è stato agevole, il forte è a circa 500 metri di distanza e qui troviamo un pratone in pendenza ricoperto da un nevaio che giustifica il secondo livello di difficoltà di questo tour. La neve abbondante e la pendenza non sono per niente agevoli per cani di piccola taglia soprattutto poco allenati; quindi sconsiglio di affrontarlo. Fermarsi poco prima godendo del paesaggio in ogni caso meraviglioso o affrontare il percorso da metà giugno quando la neve sarà completamente sciolta è una valida alternativa. 20170528_133427

Oltrepassato il nevaio si arriva al fortino, una costruzione molto articolata anche sotto terra. L’area è da percorrere con cautela per la presenza di gradoni, trincee, bunker. La caserma principale è accessibile, nonostante questo non permetto ad Uffa di entrare con me poiché versa in condizioni di degrado con cocci e materiale vario sparso sul pavimento.
Contrariata mi aspetta impaziente sul prato antistante. Terminata la mia esplorazione  ci aspetta un veloce pranzo e si torna indietro per il medesimo percorso.

In circa due ore dall’automobile siamo giunti a destinazione, il percorso è veramente semplice, mai ripido e senza strappi. Come ho descritto precedentemente è meglio aspettare lo scioglimento della neve se si vuole affrontare questo percorso panoramico con cani piccoli.