Alle pendici del Monviso (CN)

DIFFICOLTA’zampina zampina

Per raggiungere i piedi del Monviso, montagna imponente da cui nasce il Po, il fiume più lungo italiano, bisogna raggiungere il piccolo paese di Crissolo in provincia di Cuneo e da qui proseguire verso il Pian del Re dove si lascia l’automobile in un parcheggio a pagamaento. 10 euro per tutto il giorno a luglio 2019.
In alternativa si può lasciare l’auto a Crissolo e prendere la navetta che per 6 euro a tratta porta gli escursionisti al Pian del Re. I cani sono ben accetti sul piccolo bus che porta a quota 2020.Lasciata l’auto nel parcheggio proprio ai piedi del Monviso che torreggia su di noi con i suoi 3841 m possiamo scegliere tra le tantissime escursioni che da qui si snodano per la vallata. Noi abbiamo deciso di recarci al rifugio Quintino Sella a quota 2640m. Piegando a sinistra oltepassiamo un ponte in legno che ci guida proprio alla sorgente del Fiume Po e cominciamo la nostra dolce salita che ci porta al bellissimo lago Fiorenza sulle cui acque si riflette la punta del Monviso. Uffa ovviamente non perde occiasioni di bagnarsi i piedi e rinfrescarsi.
Proseguiamo la nostra salita tra verdissimi prati erbosi seguendo i molti segnavia  che ci portano al meraviglioso lago Chiaretto con le sue acque cristalline.

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Il lago Chiaretto

Qui incontriamo un bivio che a sinistra porta alla nostra meta, a destra invece sale verso il rifugio Giacoletti. La salita si fa più ripida e i prati erbosi cedono il posto alla nuda roccia. La parete della montagna si fa sempre più incombente mostrando tutta la maestosità del Re di pietra, così è soprannominato il Monviso.

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Il Re di pietra

Qualche curva e cominciano i molti nevai che ci accompagneranno a tratti fino al rifugio. Uffa alla vista della neve comincia a dare di matto correndo avanti e indietro, rotolandosi felicemente e abbaiando invitandomi al gioco. Che strano, di solito è un cane così composto…
Uffa non ha problemi a camminare sulla soffice neve, noi umani invece dobbiamo prestare molta attenzione poichè uscendo dal segnato si rischia di sprofondare fino alla vita. Bacchette e scarpe da trekking sono fondamentali per oltrepassare agevolmente i pendii innevati; purtoppo abbiamo incontrato numerosi escursionisti che si avventuravano con abbigliamento totalmente inadeguato.

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Sono passate circa due ore dall’inizio del cammino e siamo arrivati al Rifugio Quintino Sella così vicino alla cima che sembra di poterla toccare. Il simpatico gestore ci spiega che i cani sono ben accetti, ma che l’accesso alla struttura è a loro interdetto e che durante la notte i  vengono alloggiati in un bivacco esterno alla struttura.

Ci rifocilliamo un’oretta, un po’ di relax e riprendiamo la strada che abbiamo fatto all’andata per ritornare al Pian del Re. Il tempo è mutato, nuvole scure e pioggerellina ci accompagneranno fino all’auto, non abbiamo freddo, anzi cerchiamo di godere appieno dei 20 gradi ben sapendo di che cosa ci aspetta tornati a valle.

Tirando le somme è una camminata molto piacevole, acqua non ne manca mai poichè ruscelli e laghetti sono sempre presenti; nessuna fonte di ombra se non giunti al rifugio. I 600m di dislivello  li abbiamo coperti in circa due ore camminando tranquillamente.
Qualsiasi cane può affrontare questo percorso a patto che sia in forma e che ovviamente sia abituato a camminare in montagna.
Uffa tra prati, laghi e neve è tornata a casa stramazzata, ma felicissima come ogni volta che la porto in mezzo alla natura. Quella vera.

Alla prossima!

 

Marcello e Uffa