Anello dal Passo Tèsina al Passo del Lausfer, Sant’Anna di Vinadio (CN)

DIFFICOLTA’ zampina zampina

Da Cuneo proseguire per Borgo San Dalmazzo, Demonte, Vinadio; superato quest’ultimo svoltare a sinistra all’indicazione Francia – Sant’Anna di Vinadio.
La strada è ben asfaltata, ma molto tortuosa è quindi bene tenerne conto se il cane patisce le curve. Si prosegue per circa 16 km fino all’unico incrocio che indica a sinistra il Colle della Lombarda, quindi il confine di stato con la Francia, a destra Sant’anna di Vinadio. Noi andiamo a destra verso il santuario più alto d’Europa a 2035 m.s.l.m.
Ci sono moltissimi parcheggi dove lasciare l’auto, noi decidiamo di lasciarla in quello superiore proprio vicino al masso ancor oggi detto dell’apparizione a circa 500 metri dal santuario sulla mulattiera che porta al passo di sant’Anna dove la leggenda narra che Sant’Anna apparve alla pastorella Anna Bagnis per indicarle il luogo dove costruirlo.
La giornata è promettente, Uffa ha già capito da un pezzo che le aspetta una di quelle camminate che le piacciono tanto, fatta di odori, profumi, acqua e panorami mozzafiato che spesso si sofferma a rimirare con la zampetta bianca sinistra anteriore sollevata. E’ come se si perdesse anche lei nel silenzio dolce delle vette che ci circondano.
Per raggiungere il passo Tèsina seguiamo le indicazioni per il lago di Sant’anna che raggiungiamo facilmente in circa dieci minuti. Tristemente il lago scarseggia di acqua in maniera preoccupante… (agosto 2019) Uffa alla vista dello specchio d’acqua si lancia senza controllo come al solito dentro l’acqua fresca bagnandosi le zampe. Ormai neanche ci provo a dissuaderla…
Il sentiero ciottolato comincia a salire di pendenza ed in circa un quarto d’ora siamo al passo Tèsina a 2460 m. La vista si apre su un panorama molto arioso e verdissimo sulle cime delle alpi marittime che ci accompagnerà per tutto il sentiero che ora si fa stretto, molto esposto e quindi vertigionoso (se il vostro cane non è abituato alle altezze è meglio legarlo) però su di un falso piano che ci permette di recuperare le forze dallo strappo che ci ha portato al colle.
Dopo circa quindici minuti di cammino appena superata una vecchia caserma decaduta pieghiamo subito a sinistra ignorando il sentiero che tira dritto. Una breve salita e ci troviamo su un piccolo colletto che delimita il confine con la Francia segnato da un vecchio cippo di pietra bianca. Proseguiamo di buona lena seguendo la traccia del sentiero che piegando nuovamente a sinistra comincia a scendere verso il primo e più grande dei laghi Lausfer dove ovviamente Uffa si precipita senza aspettarmi…

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Il primo dei laghi Lausfer

Arrivato finalmente nei pressi del bellissimo e azzurro lago mi siedo a mangiare qualcosa mentre Uffa cerca di prendere invano i pesci che ogni tanto fanno capolino sulla superficie. E’ una scena spassosa che altri escursionisti si fermano a guardare ridendo della mia amica che non perde occasione per mettersi inconsapevolmente al centro del palcoscenico.
Riprendiamo il cammino non senza esplorare i numerosi bunker della II guerra mondiale sparsi per la montagna. Veramente affascinanti essendo scavati direttamente nella roccia. Se decidete di addentrarvi dovete sapere che vi servirà una torcia e di fare molta attenzione poichè putroppo molta immondizia ricopre il pavimento (attenzione a cocci e lattine per le zampine dei vostri amici!).

Terminiamo la visita ai bunker e proseguiamo la nostra camminata che ora risale fino a portarci al colle del Lausfer a quota 2430 m. trovandoci nuovamente sulla linea di confine facendoci rientrare in Italia. Da questo punto la vista è incredibile, alle nostre spalle i laghi Lausfer con in lontananza i verdi boschi del territorio francese, fronte a noi la vetta della Maladecia e più in basso il santuario di Sant’Anna.

Da qui il cammino è tutto in discesa e ci riporterà all’auto chiudendo l’anello in un’oretta. Inizialmente siamo nuovamene molto esposti, un piccolo ponte di legno facilmente transitabile, ma privo di protezioni potrebbe spaventare i cani più timorosi quindi prestarvi attenzione!

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Il ponte senza protezioni

Si tratta di un’escursione di 9.5 km non particolarmente impegnativa per dislivello (circa 500m), però molto ciottolata quindi se il cane non è abituato a camminare in questi ambienti potrebbe avere qualche piccolo fastidio. Poca ombra in qualche  tratto protetto dalle rocce, ma molta acqua visti i numerosi specchi d’acqua che incontriamo, ma come sempre dobbiamo avere una scorta esclusiva per i nostri amici!
Ci siamo divertiti molto, noi abbiamo tirato abbastanza, ma è un tour che si presta perfettamente ad una giornata intera di escursione con un passo tranquillo godendo delle bellissime alpi marittime proprio sul confine francese.

Alla prossima! Marcello e Uffa