Colle della Roussa, Coazze (To)

DIFFICOLTA’

Nell’ultimo giorno in cui è stato possibile uscire dal comune causa istituzione zona rossa (23 dicembre 2020) io e Uffa siamo andati a scoprire il Colle delle Roussa in Val Sangone nel parco dell’Orsiera Rocciavrè.
Siamo stati più volte al rifugio Fontana Mura (vedi tour a questo link, https://dogsontour.net/2019/08/01/al-rifugio-fontana-mura-alpe-sellery-superiore-coazze-to/#more-1511) ed eravamo molto incuriositi dal raggiungere questo colle a 2019 mt proprio a ridosso del rifugio e non ne siamo rimasti delusi, anzi.
Sarà stata la neve e la sua compatezza perfetta, sarà stata la consapevolezza di non sapere quando potremo tornare a camminare insieme in montagna, ma ci siamo veramente divertiti ad affrontare questa camminata sì lunga, ma mai difficile e ripida, anche con la neve. Il dislivello complessivo del tour è di circa 920mt  e di passo veloce dall’auto abbiamo impiegato circa 2 ore e 15 minuti ad arrivare in vetta.
E’ una camminata abbastanza facile, sia in primavera/estate che in inverno come abbiamo fatto noi. Il cane però deve essere ben allenato ed abituato a camminare nella neve. Ricordiamoci sempre che dobbiamo osservare e comprendere se l’escursione mette a proprio agio i nostri amici, che MAI devono essere un’estensione del nostro ego nel raggiungere la meta a tutti i costi.

Il primo tratto, circa 40 minuti, si snoda su una strada sterrata (a tratti ghiacciata) nel bosco, ma che cede presto il passo al secondo tratto di ampio respiro in cui ci sentiamo finalmente in montagna! Le vette che sovrastano la valle in cui siamo immersi sono dolci e accoglienti, così come il panorama mai incombente su di noi.

Seguendo le evidenti tracce seguiamo il sentiero principale e in un’altra mezz’ora arriviamo al rifugio Fontana Mura che putroppo è chiuso.

Sotto di noi un letto di nuvole ci separa dal caos degli ultimi regali di Natale; siamo solo noi due e le montagne innevate.
Breve pausa, foto di rito e procediamo verso la meta finale, il colle delle Roussa.
Seguendo le tracce di qualche ciaspolatore cominciamo a salire gli ultimi 300 metri, i più ripidi della camminata, ma che non ci tagliano mai le gambe. In circa 30 minuti siamo in vetta.
Una vista spettacolare ci abbraccia: le nuvole che prima ci separavano dal fondo valle ora sono a 360 gradi sotto i nostri piedi, sopra le nostre teste felici si stagliano vette imbiancate che cominciamo a riconoscere annotando mentalmente quelle già conquistate e quelle che invece sono lì ad aspettarci.  
Quassù tira un vento gelido che ci esorta a tornare sui nostri passi per la stessa via del l’andata e ritornare a casa.

La vetta del Colle

Ecco alcune note importanti per affrontare questa escursione:
usciti dal bosco praticamente non si incontra più ombra, è bene tenerne conto nei periodi caldi. Fonti di acqua se ne incontrano, ma come ripetiamo sempre è bene sempre avere una borraccia dedicata solo per il nostro cane.

Infine qualche consiglio importante sul come affrontare la neve con i nostri amici:
cerchiamo di insegnare al nostro cane a non mangiare quantitativi eccessivi di neve poiché possono causare congestioni ed irritazioni dello stomaco e dell’intestino.
Attenzione agli scivoloni, soprattutto in discesa.
I polpastrelli del cane resistono bene alla neve e al ghiaccio, tuttavia è utile prima di affrontare una passeggiata tagliare il pelo in eccesso sotto i piedi evitando così la formazione di piccole e fastidiose palline di ghiaccio.
Altrettanto utile in caso di lunghe camminate è applicare sui polpastrelli creme a base di vasellina che essendo idrorepellenti isolano da ghiaccio e sale prevenendo screpolature e irritazioni. In commercio se ne trovano specifiche per i cani, personalmente uso della semplice pasta di Fissan per bambini che tengo sempre in tasca durante la passeggiata per evitare che si ghiacci rendendola inutilizzabile.
Informiamoci sempre tramite i rifugi, le previsioni meteo o blog delle condizioni effettive della neve.

Da Torino raggiungere Avigliana e quindi seguire la SP 589 in direzione dei laghi di Avigliana quindi proseguire per Giaveno e poi Coazze. In prossimità di Coazze prendere le indicazioni per Forno. Dopo pochi chilometri si lascia sulla sinistra il santuario della Madonna di Lourdes, si sorpassa il campeggio “i Pianass” e dopo qualche tornante si raggiunge una strada sterrata segnalata da numerose bacheche in legno che indicano il rifugio e quindi il colle della Roussa.

Alla prossima, Marcello e Uffa!