Punta dell’Aquila, Giaveno (To)

DIFFICOLTA’

Avevamo intrapreso questa escursione in periodo primaverile e non ci aveva entusiasmato particolarmente. Un percorso sempre sotto il sole, assenza di acqua con un fondo brullo e un percorso ripido che non molla quasi mai. Tutt’altra impressione è stata la salita a Punta dell’Aquila in pieno inverno con tanta, tantissima neve che ha ci fatto divertire moltissimo immersi nel silenzio ovattato di una bellissima giornata di gennaio.
Come ho già scritto la salita è molto ripida, quindi rivolta a cani ben allenati e soprattutto abituati a camminare nella neve con temperature non certo miti.  Con un dislivello positivo di 861m che, partendo dall’Alpe Colombino a quota 1258m, ci porta in vetta a 2119m in circa due ore io e Uffa abbiamo goduto appieno della parentesi di libertà della zona gialla (gennaio 2021).

Di inverno fa molto freddo quindi è veramente d’obbligo proteggere le zampe del cane con creme a base di vaselina che sono isolanti e idrorepellenti. E’ molto facile che si formino dei ghiaccioli tra i polpastrelli del cane che è bene rimuovere per evitare che si tagli i polpastrelli.

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                                                                              A metà percorso

Da Torino bisogna raggiungere il comune di Giaveno, poi verso Coazze svoltando a sinistra seguendo le indicazioni per “Aquila”. La strada comincia a salire, guidare con prudenza se il cane patisce l’automobile;  in circa quindici minuti arriviamo nell’ampio parcheggio dell’Alpe Colombino dove  si trova lo storico bar ristorante Aquila.
Lasciata l’auto  e ricoperte per bene con crema a base di vaselina le zampe di Uffa prendiamo il sentiero che parte subito ripido. Uffa si lancia felice nella neve, ma fa veramente freddo e capendo che non sarà un’escursione facile decide di starmi vicino spronandomi ad accelerare il passo per riscaldarci.

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                                                                             Immersi nella neve

Con una svolta decisa a sinistra il panorama comincia ad aprirsi a 360° permettendoci di ammirare tutto l’arco alpino spaziando dal Monviso al Rocciamelone fino al Gran Paradiso. Vediamo bene anche Torino che da quassù sembra molto più estesa di quanto non lo sia in realtà.
Seguendo le evidenti tracce puntiamo la casetta in cima alla salita che altro non è che la stazione di arrivo del vecchio impianto sciistico ormai abbandonato. La salita è veramente ripida, ma in un batter d’occhio arriviamo al Pian delle Lese dove facciamo una piccola pausa per mangiare e bere qualcosa.  

Da qui la via per la vetta è esposta, ma mai pericolosa essendo il sentiero veramente largo; in mezz’ora arriviamo in cima dopo aver camminato allegri per un falso piano che ci dona tregua dallo strappo precedente. Siamo arrivati in cima alla Punta dell’Aquila.
Un attimo di pausa e torniamo felici e complici giù per lo stesso percorso dell’andata.

Alla prossima! Marcello e Uffa

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