Punta Sbaron, Condove (To)

DIFFICOLTA’

Punta Sbaron, a quota 2223m, è una cima super panoramica che si trova in Piemonte in provincia di Torino, precisamente sopra Condove.
Si tratta di un’escursione che non presenta nessuna particolare difficoltà tecnica sia in inverno che in estate.
Nonostante questo l’ho classificata con il massimo grado di difficoltà poiché è una camminata abbastanza lunga con un dislivello di 864m con lo strappo finale non è adatto a cani poco allenati. Il tragitto è sempre esposto a sud, quindi sole costante, che di inverno comunque fa molto piacere, ma che rende la neve già verso metà mattinata molle e quindi faticosa. Infine il percorso non è ben segnalato.
Tuttavia io e Uffa ci siamo divertiti tantissimo e ci ritorneremo prestissimo. L’ultimo tratto tutto in cresta (molto larga e mai pericolosa) ci ha ripagato della fatica. Una vista a 360° che spazia dal Monviso, alle vette della Val di Susa fino ai 4000 del Gran Paradiso.
Da Torino ci si dirige a Condove, quindi si segue per Mocchie raggiungendo poi dopo circa 4 km di auto Prato del Rio dove si lascia l’auto. Qui ci sono due possibilità: la prima è salire immediatamente il ripido pianoro sulla destra oppure seguire la strada carrabile. Noi abbiamo optato per questa seconda scelta.
Dopo circa cinque minuti di cammino pieghiamo a destra al bivio che incontriamo in prossimità di una casa e ci ritroviamo in un bel sentiero già molto panoramico. Da qui ci dirigiamo verso un grande e particolare masso e una volta raggiunto, tenendolo sulla nostra destra seguiamo il sentiero che in pochissimi minuti ci porta su un pianoro ampio e super panoramico.

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Siamo partiti da poco, ma il panorama è già magnifico

Le tracce sulla neve sono tantissime, noi seguiamo la via più diretta. Uffa corre a perdifiato, la giornata senza nuvole e non particolarmente fredda sono condizioni ideali che non le fanno mai creare i tanto fastidiosi ghiaccioli sui piedi.
Proseguiamo la salita finchè arrivati arriviamo al panoramico Colle del Colombardo dove riposiamo qualche istante nei pressi di alcune vecchie grange. Qui troviamo una fontana, ma che non è funzionante.
A questo punto il percorso diventa veramente ripido, per cui consiglierei di fermarsi qui se vedessimo il nostro amico stanco o in difficoltà; la vista è comunque meritevole e le grange e la loro ombra sono perfette per fare pausa. Se invece fossimo ancora in forza, come Uffa mi fa capire, si affrontano gli ultimi strappi che portano alla piccola croce di vetta che si raggiunge tramite una bellissima cresta. Dieci foto di rito, impossibile tenere la mia compare ferma, e torniamo a valle per la stesso percorso.

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Il ripido strappo finale

Tirando le somme è una camminata che ci è piaciuta tantissimo, dall’auto a 1359 m di quota abbiamo impiegato circa due ore senza fermarci mai, ma ammetto che quest’anno siamo molto allenati.
Come ho già scritto non ci sono particolari difficoltà se non la lunghezza e gli strappi finali.
Da tenere in considerazione se si affrontasse l’escursione nel periodo estivo la quasi totalità assenza di ombra (portare tanta acqua!). In inverno invece non si sono particolari pericoli di distacchi neve, ma consiglio di partire presto per evitare di trovare neve molle e quindi faticosa. Infine un’ultima accortezza sulla cresta che sì è molto ampia, ma che ha delle cornici ripide, se il cane non ci sta vicino al comando è meglio tenerlo legato.

Alla prossima! Marcello e Uffa

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