Consigli per (ri)cominciare a camminare nella natura insieme al tuo cane

READY, STEADY, GO!

Eccoci, dopo mesi di clausura, finalmente potremo uscire un po’ di più.
La natura chiama, e a molti di noi verrà voglia di boschi, montagne e passeggiate in compagnia del nostro amico a quattro zampe, magari adottato proprio durante questo lock down.
Ma come possiamo affacciarci a queste nuove avventure in sicurezza e rispettando al meglio i suoi bisogni?

Ecco qualche consiglio per vivere al meglio l’outdoor col nostro Canis Lupus familiaris.

  1. Profilassi vaccinale completa

    Non si sfugge e non c’è scusa. La vaccinazione va fatta annualmente, soprattutto la prevenzione contro la Leptospira SPP, è essenziale per ogni cane che vada nella natura. La leptospira è un batterio che vive principalmente nell’acqua, stagnante o meno, e ha come serbatoio alcuni animali servatici, tra cui i topi (per questo si vaccina anche in città). Causa gravissimi danni ai reni, spesso irreparabili. Inoltre è una zoonosi, cioè una patologia che dagli animali può passare all’uomo. Non va sottovalutata. Per quanto riguarda la Rabbia, anch’essa una gravissima zoonosi, mortale nei più dei casi, la vaccinazione è obbligatoria in caso di viaggi all’estero, in tal caso è necessario anche il passaporto. Per maggiori informazioni contatta il tuo veterinario.

  2. Profilassi antiparassitaria completa

    Per quanto riguarda i parassiti è difficile districarsi tra le migliaia di prodotti. Dobbiamo quindi pensare al nostro cane come un avventuriero in territorio ostile. Scegliamo una protezione efficace, comoda e che non sia complessa da somministrare. Ad esempio i collarini antiparassitari garantisco un’eccellente protezione da pulci, zecche, zanzare e alcuni anche contro i pappataci (vettori della Leishmania). Durano 6-8 mesi se ben utilizzati e non dovremmo inseguire il nostro cane per tutta casa cercando di applicare le pipette mensilmente.

    Per gli endoparassiti, che possono colpire apparato gastroenterico, cuore e polmoni del nostro cane, possiamo affidarci a tavolette masticabili, spesso apprezzate, che si somministrano mensilmente. Manco a dirlo il periodo peggiore per le parassitosi è proprio quello primaverile-estivo, quindi non bisogna prenderle sotto gamba.

  3. Stato di forma del cane

    Siamo stati fermi mesi e mesi, nessuno si sognerebbe di fare un’escursione di 5 ore con 1000 metri di dislivello appena uscito dalle panciolle del lock down.
    Non pensiamo che il nostro cane sia diverso. Età, forma fisica e patologie preesistenti, vanno sempre considerate.
    Spetta a noi moderare la folle gioia e sconsideratezza tipica di ogni cane (o della maggior parte di loro) finalmente libero di correre per i boschi.

    Alterna momenti al guinzaglio con momenti senza. Parti con camminate più facili e di breve durata, con alternanza bilanciata tra salite, discese e piano. Prepara gradualmente il tuo atleta correndo al parco in città, allenandolo muscolarmente e a livello cardiocircolatorio.
    In caso di cani che abbiano messo su qualche chiletto in eccesso durante la quarantena, non esagerate, rotture dei crociati, mal di schiena, affaticamento, sono dietro l’angolo.

    Nessun obbiettivo vale la salute del tuo migliore amico!

  4. Addestramento e abitudine

    Il tuo cane torna quando lo chiami? Si ferma se glielo dici? Lo fa sempre in ogni luogo?

    Sono domande essenziali per garantire la sua sicurezza, soprattutto in caso di cuccioli o cagnolini adolescenti. In alta montagna, ma anche in prossimità di strade, torrenti e boschi inesplorati, una buona comunicazione tra proprietario e cane è essenziale, preverrà incidenti, potenzialmente anche gravi. Se sei in dubbio, opta per la sicurezza, porta con te una lunghina (non un guinzaglio estendibile), sarai più sereno, e pian piano potrai abituare il tuo amico peloso a rispondere ai comandi. Se poi vorrai un aiuto in più perché non rivolgerti ad un educatore cinofilo?

    Alla prossima! Caterina!