Rocca Patanua e Punta Lunella, Condove (TO)

DIFFICOLTA’ zampina zampina zampina

Dopo tanto tempo io e Uffa abbiamo intrapreso un’escursione in alta montagna fatta di fatica, dislivelli, neve e ben due cime da raggiungere.
Dopo la chiusura di questi mesi infatti le nostre escursioni sono state graduali proprio per riabituarci entrambi a camminare a lungo e con non pochi dislivelli.

Oggi vi portiamo a Rocca Patanua, che in piemontese significa rocca nuda, e alla Punta Lunella, due montagne alte rispettivamente 2 409 m e 2 772m.
Si tratta di un tour impegnativo, con 1 335 metri di dislivello fino alla Lunella e 979 metri alla Patanua partendo da Prarotto dove si lascia l’auto. Le paline segnaletiche indicano da Prarotto 4 ore alla Lunella e 2 ore e 50 alla Patanua.
Noi in due ore eravamo alla Patanua, ma quest’anno siamo molto allenati quindi fate fede ai tempi di percorrenza che trovate sulle paline.

Da Torino bisogna dirigersi verso la Val Susa e seguire per il comune di Condove; qui proseguire per Mocchie, Frassinere e Prarotto dove lasciamo l’auto nel piazzale di fronte la piccola cappella, siamo a quota 1 437 metri. La strada fino a qui è molto tortuosa quindi è bene tenerne conto se il cane patisce l’auto.

Il sentiero per la nostra destinazione parte proprio di fronte alla cappella ed è sempre ben indicato.
Il primo tratto sale fin da subito snodandosi in un bellissimo bosco già verdissimo. Alle nostre spalle tutto il Rocciavrè mentre alla nostra sinistra fa subito capolino il Rocciamelone. Dopo circa un’oretta il bosco cede improvvisamente spazio ad un ambiente prettamente montano. Vecchie grange abbandonate, rocce e alberi che pian piano ci lasciamo alle spalle. Qui il sentiero molla un pochino, siamo all’alpe Formica da cui si può ammirare tutta la valle sotto di noi, il Monviso e molte cime della Val di Susa.

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Il primo tratto nel bosco

Proseguiamo a camminare, il manto erboso diventa più aspro inerpicandosi sotto la cresta della Rocca Patanua; alla nostra destra abbiamo la roccia nuda mentre alla nostra sinistra il fianco della montagna che scende ripido a valle, ma non spaventatevi, il sentiero è largo abbastanza per cui è veramente difficile mettere il piede in fallo.
Abbiamo camminato quasi due ore e siamo giunti al colletto Patanua; per salire in vetta dobbiamo piegare a destra appena sotto il colle, una palina indica la direzione. Facili roccette ci portano in vetta, se il cane è di piccola taglia valutate di aiutarlo poiché alcuni scalini di roccia sono alti e Uffa li ha superati saltandoli atleticamente.
La vista da qui è magnifica, spazia a 360°, il sole è alto e ci siamo soltanto noi. Ne approfittiamo per mangiare e bere qualcosa e decidiamo, essendo ancora in forze di proseguire per la Punta Lunella.

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In cima a Rocca Patanua

Fino a questo punto la camminata è stata  mediamente impegnativa poiché il sentiero sale sempre, tuttavia qualsiasi cane allenato e abituato a camminare in montagna può tranquillamente raggiungere la Rocca Patanua.
Non abbiamo mai incontrato fonti d’acqua e siamo sempre stati esposti al sole non appena siamo usciti dal bosco.
Tengo a precisare che siamo in alta montagna a 2 400 metri e il cane non deve essere soltanto allenato, ma deve essere abituato a camminare su terreni impervi, sfasciumi e scalini di roccia da saltare atleticamente. Quindi sconsiglio di improvvisare questa vetta se il cane non conosce l’ambiente montano.

Essendo ancora in forze ed essendo in anticipo sulla tabella di marcia decidiamo di proseguire per la Punta Lunella, ma la Rocca Patanua regala già tante emozioni e per i meno allenati potrebbe tranquillamente bastare.

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Si prosegue verso la Punta Lunella

Ci dirigiamo verso la Lunella che da qui sembra molto lontana, ed effettivamente lo è come ci accorgeremo ben presto. Il sentiero ora è pianeggiante e ci porta al bellissimo colle del Prete per poi salire di nuovo ripidamente alternando sfasciumi e soprattutto un traverso con tanta neve (giugno 2021). Non ci facciamo scoraggiare e proseguiamo fino ad arrivare proprio sotto la calotta della Lunella. La via è molto esposta, valuto di vincolare Uffa, ma la vedo ancora a proprio agio quindi decido di proseguire lasciandola libera contando sul fatto che lei è un cane allenato, abituato a camminare in montagna e soprattutto molto ubbidiente.
Da questo punto molto panoramico la salita alla Lunella diventa impervia  per un cane. La via per la cresta terminale è ripida, per noi dotati di braccia nulla di troppo impegnativo, ma notando Uffa improvvisamente a poco agio decido di fermarmi qui.
Sono sicuro che sarebbe riuscita a salire in vetta, ma non sono altrettanto certo che sarebbe riuscita a disarrampicare in sicurezza essendo verticale e molto esposto, pertanto mi sento di sconsigliare di salire col proprio cane fino in cima.
 Non nascondo una leggera amarezza dall’essere a circa 20 metri dalla cresta sommitale, ma va bene così per oggi, ci siamo divertiti trovando l’ultima neve e assaporando questa atmosfera di alta montagna che ci ha regalato la vista di camosci e marmotte e che ci mancava da tempo.
Credo inoltre che l’ego personale nel raggiungere la meta non debba essere mai e poi mai anteposto alla sicurezza e alle capacità dei nostri amici.
Quindi cominciamo a scendere, foto di rito sulla bellissima cresta ancora innevata proprio sotto la Lunella e decidiamo di tornare indietro di buon passo poiché stanno arrivando delle nubi minacciose.

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Sotto la cresta della Lunella

Tirando le somme è un’escursione impegnativa, tra andata e ritorno abbiamo camminato per circa 7 ore in un ambiente prettamente montano. Fermarsi alla Rocca Patanua o poco oltre al bel pianoro del colle del Prete regala già tantissime emozioni insieme al proprio amico e rende la camminata meno faticosa ed impegnativa. Non ci sono fonti d’acqua e nemmeno punti d’appoggio quindi munirsi delle giuste quantità di acqua è d’obbligo. Anche l’ombra scarseggia non appena usciti dal bosco. Infine una nota sul sentiero che è ben segnalato ed è impossibile sbagliare percorso.

Alla prossima! Marcello e Uffa