La puntura di insetto

Arriva l’estate e arriva la primavera, arrivano i fiori e le allergie al polline. Gioioso momento per tutti, o quasi, con i primi caldi giungono anche gli insetti. Le odiatissime zanzare, vettori della Filaria, e i subdoli pappataci, vettori invece della Leishmania, non saranno i nostri protagonisti di oggi, ma dobbiamo comunque ricordarci della loro esistenza. Oggi parleremo di chi quando punge fa un gran male, con associato gonfiore e potenziali rischi anafilattici. Presentiamo i temibili 6:

  • Apis Mellifera o Ape comune, quella che per intenderci regge il futuro dell’agricoltura sulle sue piccole ali, impollinando e producendo a tempo perso miele. Poco aggressiva, punge solo se alle strette, anche perché pungendo muore. Mai, mai, mai da sterminare, è benefica in ogni senso.
  • Bombus Terrestris o Bombo, pelosone e ciccio, costruisce le proprie colonie nel terreno. Solerte impollinatore, poco aggressivo, punge assai di rado, ma se lo fa è in grado di pungere ripetutamente, senza morire. Anche loro, non vanno sterminati, sono troppo preziosi.
  • Xylocopea violacea o Ape legnaiola, solitaria grandicella e di un bel colore nero-violaceo, innocua, non punge praticamente mai, e non va ovviamente uccisa.
  • Vespe, varie specie, non si nutrono di polline, ma tengono a bada la crescita di altri insetti nocivi. Decisamente più aggressive non andrebbero disturbate.
  • Vespa Calabro o calabrone, grande carnivoro, cacciatore di altri insetti, decisamente aggressivo, crea grandi nidi. Quando punge, può liberare feromoni che avvertono il resto della colonia, provocando un attacco di gruppo. Molto pericoloso, va evitato.
  • Vespa Velutina, vespa velutina o calabrone asiatico, è arrivato da noi nel 2012, aggressivo per l’uomo ma ancor più per le api, di cui è ghiotto, sta subendo un piano di eradicazione a causa del danno che causa all’ecosistema. Decisamente aggressivo, va evitato.

Il veleno degli imenotteri contiene diverse sostanze tra cui melitina, apamina, fosfolipasi, ialuronidasi ecc., tutte componenti che sinergicamente causano i ben noti sintomi della puntura da ape/vespa e affini. È stato calcolato che per causare la morte di un cane servirebbero circa 20 punture per KG di peso corporeo. Ben diversa è la situazione nei soggetti allergici, nei quali la reazione non è dose dipendente. Potrebbe bastare una sola puntura per uccidere un soggetto allergico.

  • Dolore, acuto e persistente.
  • Rapido arrossamento della zona.
  • Decisamente pericoloso quando la puntura è avvenuta in bocca. Avete presente i cani che inseguono e poi mangiano le api? Si quelli che su Instagram appaiono così teneramente gonfi. In realtà è una situazione molto grave, che non va sottovalutata. Il gonfiore può essere tale da causare un’occlusione della gola, soprattutto in quei cani che soffrono, per predisposizione di razza, di edema della glottide (es brachicefali).
  • Shock anafilattico, si tratta di una risposta esagerata del sistema immunitario al contatto con una sostanza, conosciuta in precedenza. Di solito è evidente circa dopo 10 minuti dall’evento (puntura) e si manifesta con prurito, gonfiore e arrossamento molto estesi, ipersalivazione, vomito, diarrea, difficoltà respiratorie, bradicardia, apnea, ipotensione e nei casi più gravi morte. Inoltre, pur risolvendo l’insufficienza respiratoria, la più grave all’inizio, l’intero processo anafilattico può provocare danni ai reni, al cuore, ai globuli rossi e alle piastrine.

Cosa fare se il mio cane è stato punto?

  1. Allontanare il cane da alveari e nidi, “l’assalitore” potrebbe richiamare con i feromoni altri membri della colonia.
  2. Rimuovere il prima possibile il pungiglione (se presente, solo le api lo lasciano in sede).
  3. Applicare del ghiaccio per una decina di minuti sulla zona.
  4. Pulire l’area con acqua pulita.
  5. Stretto monitoraggio per almeno 2 ore.
  6. (Pomate cortisoniche da applicare localmente/farmaci a base di cortisone, solo dopo aver chiamato il veterinario e averne discusso con lui. Non usate MAI le vostre creme o farmaci senza aver contattato il veterinario, non tutti sono adatti ai nostri amici a quattrozampe. Ehm no, dottor Google non è il vostro veterinario!)

Dopo queste piccole attenzioni il peggio dovrebbe essere arginato, ma se siete in dubbio rivolgetevi al vostro veterinario.
Se il vostro cane è stato punto più volte o notate un gonfiore esagerato, se ha ingoiato l’insetto, se è stato punto vicino agli occhi, e soprattutto se sospettate un inizio di shock anafilattico DOVETE andare dal veterinario!

N.B cerca di non essere punto tu stesso, soprattutto se sai di essere allergico.

Sapevate quanto il ghiaccio fosse benefico per le punture di api e affini? Conoscevate i sintomi di uno shock anafilattico nel cane?

Spero che abbiate trovato l’articolo interessante e per ulteriori approfondimenti leggete in bibliografia! Godetevi la natura, free with care!

Alla prossima! Dottoressa Veterinaria Caterina

Il morso di vipera

Innanzitutto introduciamo lo sfortunato rettile. La vipera, o meglio le varie vipere che possiamo trovare in Italia sono animali incompresi e fondamentali per biodiversità del nostro ricchissimo paese. Non dobbiamo ucciderle. Sarebbe insensato e ridicolo, in fondo siamo noi o il nostro cane che andiamo incuranti e baldanzosi a calpestare il loro territorio. Sono rettili docili, che attaccano solo se provocati, e spesso mordono senza iniettare il veleno, la loro miglior arma di caccia. Perché sprecarlo su qualcosa che non potrebbero mangiare? La vipera la si riconosce perchè ha la testa triangolare, le pupille degli occhi verticali e triangolari, come quelle dei gatti, e non supera il metro di lunghezza.

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